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Paranza


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O. Foletti
A. Conedera

Note storiche

Il termine “Paranza” indica un’imbarcazione italiana tipica dell’Adriatico centrale. La Paranza come tutte le barche popolari era il risultato di una completa evoluzione storica e dell’adattamento strutturale alle esigenze dettate sia dall’ambiente che dall’impiego. Di dimensioni comprese tra i 7 e i 16 metri, lo scafo piuttosto tozzo e quasi piatto di carena in corrispondenza della sezione maestra, era caratterizzato dalla ruota di prua curva e retroflessa, con l’estremità foggiata a “berretta” , e dal dritto di poppa leggermente inclinato e sporgente verso l’esterno. Un’altra nota distintiva era rappresentata dal profilo e dalla forte struttura del mascone, dall’infossatura del relativo capodibanda e dalla tipica successione di bitte. Gli occhi di prua, sempre presenti, erano di norma scolpiti a rilievo e riportati sullo scafo. Il timone misurava 4,55 metri, le sue notevoli dimensioni erano dovute per l'esigenza di contrastare la deriva. Al rientro in porto o in presenza di bassi fondali veniva sollevato utilizzando uno dei due paranchi di sartia. L'equipaggio era composto da 10 uomini più il mozzo, una forza notevole di uomini necessaria per manovrare  la grande vela. Questa imbarcazione navigava con la sola vela latina, ma con vento in poppa armavano un fiocco o polaccone su un tangone, tenuto a piè d'albero e su una bitta sul capo di banda. In genere la carena delle imbarcazioni che venivano tirate in secca sulla spiaggia era munita di due spesse lame o chiglie laterali, destinate sia a facilitare l’alaggio sia ad equilibrare lo scafo. Dotata di forte bolzone, la coperta presentava un’insellatura relativamente modesta. Già documentata nel basso Adriatico intorno alla metà del XIX secolo , la Paranza armava, in origine, un albero a calcese con vela latina inferita ad una lunga antenna, realizzata in un solo pezzo. Tale attrezzatura fu progressivamente sostituita dalla più maneggevole vela al terzo, di tradizione alto Adriatico.

Paranza di O. Foletti

Paranza di A. Conedera


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